foto 1Nella rivista Altroconsumo del mese di aprile 2018 è apparso un articolo ben scritto con tante informazioni utili sulla incontinenza urinaria femminile, un problema spesso nascosto e sopportato con rassegnazione.

Quella che riporto qui sotto è la parte riguardante l’intervista a Francesco Diomede, Presidente della Federazione italiana incontinenti e disfunzione del pavimento pelvico:

“Devo essere un po’ cattivo: sull’incontinenza urinaria femminile ci sono troppi investimenti pubblicitari da parte delle aziende che producono gli assorbenti per pensare che i media parlino di questo disturbo in maniera trasparente e facciano corretta informazione sulle possibilità terapeutiche.

Inoltre anche i ginecologi hanno le loro responsabilità, perché raramente prendono in carico la riabilitazione del pavimento pelvico. Invece, come succede anche in altri paesi, già dal primo parto alla donna andrebbero insegnati gli esercizi di tonificazione e dovrebbe essere seguita in un percorso di riabilitazione. Invece si fa poco o nulla: poi, quando diventa incontinente, male che vada si risolve il problema con i pannoloni.

Se l’incontinenza venisse sconfitta sparirebbe con essa anche il florido mercato degli assorbenti e forse non c’è interesse che questo avvenga…”

L’articolo prosegue parlando dell’accordo Stato Regioni sull’incontinenza, dove non viene contemplato l’uso degli assorbenti, che tuttavia potrebbero aiutare, ma usandoli temporaneamente, in attesa di un trattamento adeguato o durante il percorso di riabilitazione.

Secondo alcuni dati di letteratura infatti l’uso degli assorbenti e dei pannolini provoca una sorta di dipendenza in circa il 70% dei casi, riducendo la motivazione a controllare gli sfinteri.

La pubblicità martellante che presenta questi prodotti come compagni naturali delle donne sopra i cinquant’anni non aiuta.

Per evitare problemi è importante prestare molta attenzione all’igiene intima: lavarsi con regolarità (ma non più di due volte al giorno) con un detergente senza ingredienti allergizzanti, evitare bagni tropo caldi e lunghi, evitare l’uso di sali da bagno e di talco, tamponare la pelle asciugandola con attenzione, senza sfregamenti..

Se necessario, si può utilizzare una crema all’ossido di zinco al 20% (percentuale minima perché sia efficace) e usare sempre indumenti naturali, che lasciano respirare la pelle, cambiandoli quotidianamente.

 

Se desideri avere informazioni sul prossimo mini corso sul pavimento pelvico puoi contattare Sara al 329/4515560 o scrivere a spolaore.sara@gmail.com.