mafalda

Molte donne ricorrono a misure estreme per dissimulare la loro collera: alcune ingrassano, altre dimagriscono, altre ancora si ammalano o si irrigidiscono nel corpo o negli affetti…fanno di tutto per non farla vedere. Ma censurare la propria collera a lungo distorce la realtà, crea un mondo interiore fatto di visioni confuse, illusioni, dipendenza, fantasie di impotenza.

Riconoscere i segni e i sintomi della rabbia è il primo passo nel processo di trasformazione di una donna.

Quali sono le tue convinzioni sulla rabbia e la collera?

Controlla quali di queste affermazioni ti sembrano vere:

  • La donna brava o femminile non esprime rabbia.
  • Collera e rabbia non hanno spazio in un rapporto sano.
  • Gli altri mi rifiuteranno o mi abbandoneranno se mi arrabbio.
  • Se mi arrabbio, perdo il controllo e impazzisco.
  • La collera è uno dei peccati più gravi.
  • Quando provo rabbia, lancio oggetti, faccio male, ferisco.
  • Non vale la pena sprecare tempo con la rabbia.
  • Se gli altri sono arrabbiati con me, dev’essere per colpa mia.
  • Se uno si arrabbia con me vuol dire che non mi ama più.
  • Merito di sentirmi in colpa se provo rabbia.
  • Se mi arrabbio, sono un’egoista.
  • La rabbia è spaventosa.

La rabbia può essere spaventosa, ma nessuna delle altre affermazioni è vera. Diventare consapevole delle tue false credenze è un primo passo per trattare la rabbia in modo costruttivo. 

Puoi sfidare le false credenze esaminando e assorbendo queste frasi:

  • La rabbia è un istinto fondamentale; serve a proteggerci.
  • La collera e la rabbia sono affetti normali e salutari.
  • La rabbia è un sentimento che coinvolge tutto il corpo e può essere attentamente esaminato.
  • Posso provare rabbia senza esprimerla direttamente.
  • Per me va benissimo provare sentimenti di rabbia in tutto il corpo.
  • Posso lavorare sulla mia rabbia e tramutarla in energia positiva.
  • Per me è meglio provare rabbia e poi prendere le debite misure e agire in modo appropriato.
  • La rabbia mi dice quando qualcuno mi ostacola o mi sfrutta.
  • La mia rabbia mi dice quali sono le mie convinzioni e i miei valori.
  • La mia rabbia mi dice che sono viva, che sono una persona sana e sensibile.

Molte donne dicono di sentirsi “potenti” quando esprimono la loro rabbia ma essa può trasformarsi in una vera e propria dipendenza, un modo abituale di rapportarsi agli altri, di sentirsi legittimate, soprattutto quando è l’unico strumento di cui si dispone per sentirsi potente e predominante.

Uno dei modi per avere accesso alla rabbia può consistere nel mettere per iscritto le tue sensazioni tenendo una specie di diario della rabbia. Dopo aver trovato un posto tranquillo ed esserti messa in una posizione comoda e aver fatto diverse respirazioni profonde chiudi gli occhi e cerca di risalire al primissimo ricordo della tua rabbia. Ricorda l’esperienza e quello che hai provato, come hanno reagito le persone vicino a te… e poi pensa al fatto più recente che ti ha fatta sentire in questo modo. Pensa alla tua famiglia, a come venivano risolti i problemi, se ti era concesso esprimerti, se c’erano castighi..

Annota gli eventi più importanti, i tradimenti e le circostanze che in passato ti hanno esasperata. Per ogni evento descrivi i tuoi sentimenti di allora, il risultato delle tue azioni e se sono state efficaci nel produrre un cambiamento.

La rabbia è radicata nelle paure e nelle insicurezze individuali e viene attizzata quando la donna si sente minacciata o sotto stress. Quando esploriamo la nostra ira possiamo scoprire che esistono dei modelli, delle situazioni, comportamenti che scatenano la nostra ira.

Per quanto possa apparire difficile prova a fare questo esercizio: elenca in un quaderno tutte le persone che sono state ferite dalla tua rabbia e scrivi che ti dispiace; elenca ed identifica tutte le persone che ti hanno ferita o tradita, e perdonale. Il perdono non implica affatto che tu debba amarle e neanche che ti dovranno piacere. Semplicemente, lasciale andare con tutte le tue benedizioni.

Il rancore non fa che investire di potere l’altro. Il perdono, per quanto difficile da attuarsi, riporta l’equilibrio, l’armonia interiore ed un senso di benessere.

Impara ad essere assertiva, cioè a dire di no quando qualcosa non ti va bene. Puoi farlo senza offendere, senza calpestare i sentimenti altrui, ascoltando. Puoi affrontare i conflitti ed affermare le tue idee in modo diretto, con forza. In questo modo abbandoni il ruolo della vittima e insegni a chi ti sta vicino che non hai nessuna intenzione di farti vittimizzare.

E se l’ira ti raggiunge e hai difficoltà a gestirla per un sollievo immediato puoi provare a fare una passeggiata, ascoltare una musica piacevole, oppure scegliere una attività fisica come la corsa, la danza, il canto o quello che il tuo corpo preferisce per ridurre il flusso di adrenalina e calmare la mente.

Liberamente tratto da “Donne che non hanno paura del fuoco” di Mary Valentis e Anne Davane.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi