Chicco è un mio caro amico e fa il contadino. Ci siamo conosciuti diversi anni fa ai tempi dell’università quando studiavamo sociologia a Trento.

Sicuramente abbiamo dimenticato tanto di quello che abbiamo studiato, eppure entrambi negli ultimi anni siamo riusciti ad ottenere alcune risposte che nei libri non trovavamo. E che probabilmente non c’erano.

Un limite della scuola italiana – un limite abominevole – è di basarsi ancora su un nozionismo astratto e, come dice il mio amico contadino, ci vogliono tanti anni per slegarsi successivamente da quel modo di apprendere e di guardare il mondo.

Ho sempre sentito una grande ammirazione per questa persona, che prendeva il massimo dei voti agli esami e di giorno lavorava a tempo pieno come ragioniere. Dopo la laurea si è occupato di rifugiati, ha girato il mondo con diverse Ong…finché è arrivato il momento in cui ha capito che il suo sogno era coltivare la terra, fare il contadino.

All’epoca non lo capivo, mi sembrava un desiderio davvero strano.

Ma stasera, mentre guardavo quello che ha costruito, osservando le sue galline scorrazzare libere e felici nel loro enorme prato, ho capito e mi sono resa conto che la felicità è alla portata di tutti. Che è qualcosa di tangibile.

Certo richiede “qualche” sforzo, duro lavoro e non sai mai se e quando arriverà, ma se ci credi e vai avanti con fiducia e perseveranza i frutti prima o poi matureranno. Questo è quello che Chicco ogni giorno fa, dovendosi confrontare con norme, cavilli, carte di una burocrazia che nella maggior parte dei casi di sensato ha davvero poco.

Per esempio mi raccontava che la normativa per gli allevamenti rurali impone il limite massimo di 250 capi (nonostante i suoi 25.000 mq di pascolo!), eppure nei capannoni  con uova certificate bio in uno spazio come il suo ci stanno 1000 galline, ognuna ha a disposizione 4 mq ma non è detto che riesca a raggiungerli!! Lì ogni gallina fa 100 uova al giorno vivendo ad una temperatura costante, mentre le sue nel periodo estivo, dato che vivono davvero all’aperto, ogni giorno ne fanno al massimo 50.

Oggi ho potuto visitare il pollaio e prendermi il tempo per chiacchierare con Chicco mentre lavorava, perché oltre alle galline anche mio figlio era super felice di correre indisturbato e non ne voleva sapere di tornare a casa. Così fra le altre cose ho scoperto che il mio amico è il diretto produttore di ciò che dà da mangiare alle sue bestiole: mais marano, rostrato rosso, di storo e biancoperla. Tutti antichi, non ibridi. Frumento bologna, orzo agordino e piave. Pisello proteico.

“I semi di questi cereali valgono più dell’oro per me. Non ti dico la soddisfazione quando faccio le prove di semina e germinano. Mi sento il loro custode”.

Ancora ripenso alle bellissime casette dove la notte le galline dormono al riparo dalla volpe… e mi è venuta voglia di trasferirmi lì anch’io…

Chicco dice che le sue galline devono avere davvero un buon Karma … e ha proprio ragione!!

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