df883381e8610ad4efebcec3cdb83688La nostra cultura considera le carezze e le dolcezze un preambolo all’azione vera e propria, tanto che le definisce preliminari e dunque degli “extra” rispetto al sesso.

Succede così che tutta una gamma di parole, di gesti e azioni di cui le donne non possono fare a meno, e che io chiamo “le ancelle della Dea”, sia considerata un semplice invito alla festa e non la festa vera e propria.

Gesti, carezze, baci e parole dolci non sono degli extra bensì componenti essenziali del sistema nervoso autonomo: essi comunicano al cervello della donna che quell’ambiente sessuale non presenta pericoli.

Il modello sessuale lineare, orientato alla meta, tipico della nostra cultura, genera, con il passare del tempo, infelicità e frustrazione in molte donne, anche in quelle che raggiungono l’orgasmo durante il sesso.

Capita spesso che uomini animati dalle migliori intenzioni restino sgomenti, vedendo nascere pian piano nella compagna irritazione e insoddisfazione: in fondo il loro modo di fare l’amore è perfettamente adeguato alla cultura in cui vivono.

Se però questi uomini vogliono capire davvero la loro partner e renderla felice, devono imparare a conoscere come funziona il suo sistema nervoso autonomo e la vita della vagina. Devono, cioè, diventare più “tantrici”, più sensuali e romantici a letto e, cosa non meno importante, prestare molta più attenzione a ciò che la compagna vuole nella vita in quel determinato momento.

Devono essere molto più inventivi, creativi e vigili di quanto non prescriva la convenzione riguardo ai rapporti eterosessuali. Devono, in altre parole, avere molta più pazienza, sensibilità tattile e disponibilità a investire più tempo di quanto non siano stati educati a fare, e probabilmente molto di più di quanto inizialmente siano disposti a fare dopo una giornata di lavoro.

Devono essere molto più attenti allo stato d’animo della donna, al suo livello di stress o di rilassamento, devono accarezzarne tutto il corpo, respirarle nell’orecchio, toccarla piano e forte, guardarla negli occhi, riempirla di baci e bacetti, vellicarla e titillarla e non darle mai l’impressione di avere fretta.

Devono stimolarne, con sensibilità e abilità, la clitoride, la vagina, il punto G, le labbra, il perineo, il retto e il collo dell’utero, nella combinazione che più le arreca piacere. Devono capire se in quel momento lei desidera fare all’amore dolcemente, indugiando, oppure vuole un amplesso duro, forte, o un misto eccitante di entrambi, e devono ricordare che i suoi desideri possono variare in momenti diversi del mese, oppure in base al suo stato d’animo, che influenza il corpo.

Naturalmente la penetrazione può far parte, come l’orgasmo, del piacere nel suo complesso, ma occorre molto, molto di più.

(Tratto da ‘Vagina Una storia culturale’ di Naomi Wolf)

Naturalmente è la donna che per prima deve conoscere il proprio corpo, la propria pelvi, e riconoscere i suoi bisogni, decodificare le proprie emozioni e gli stati d’animo.

Se lei per prima non ha confidenza con se stessa difficilmente sarà in grado di creare una relazione autentica, intima, rispettosa di sé e dell’altro. Di sapere ciò che realmente vuole, di chiederlo senza pretendere, ma accompagnando  il partner in una scoperta capace di arricchire entrambi.

Ti aspetto alla presentazione del mio prossimo corso su perineo e pavimento pelvico, dedicata alle donne che desiderano togliere qualche velo su credenze e tabù per far spazio al proprio linguaggio e al proprio sentire.

LUNEDI’ 6 NOVEMBRE ORE 20.30 – SABATO 11 NOVEMBRE ORE 11.00

SCUOLA SAN BASSIANO VIALE SCALABRINI, 64 BASSANO

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