parodiaCena tra adulti una domenica sera, la conversazione incentrata attorno alla scelta universitaria del figlio di una coppia seduta a tavola. Il ragazzo, indeciso tra l’accademia di Bologna e un istituto più tecnico con sede a Verona, rivolge le sue domande ad un famoso ed apprezzato artista che lo mette in guardia sulle difficoltà nel mondo lavorativo attuale, sull’importanza di avere una base economica sicura ecc. ecc.

Seguono ragionamenti di buon senso, battute divertenti…finché ad un punto certo ecco che l’illustre se ne esce rivolgendosi al ragazzo con la battuta: “ma lo sai qual’è la cosa più importante che deve guidare la tua scelta? … La Gnocca!” Risate generali, scambio di ghigni ed altre frasi sulla falsariga tra il più anziano ed il giovane. Gli altri attorno sembrano apprezzare, io e le altre due donne presenti  facciamo finta di niente.

Questo riesce a cementare la discussione, a dare una base sicura, a togliere distanza tra i due maschi, e ciò mi fa indubbiamente piacere. Quello che mi dà a pensare è che a “rimetterci” sia sempre lei.

Che la si chiami “gnocca” “fica” “topa” …  noi donne, come scrive Naomi Wolf, “veniamo continuamente invitate a non prendercela per questo genere di linguaggio, a far finta di niente, ma non possiamo farlo, e per ragioni ben precise. Il fatto è che queste parole hanno il potere di evocare atti sessualmente minacciosi, capaci di provocare in noi una “disregolazione multisistemica”.

Che cosa significa? Perché prendersela per un pò di umorismo? potrebbe pensare qualcuno. In realtà le donne provano qualcosa di simile al panico, quando si rendono conto di essere intrappolate in un ambiente in cui possono aspettarsi di subire molestie, anche solo verbali.

La fisiologia e la psicologia dell’aurosal (cioè della eccitazione) femminile rispondono a precise modalità. “In sostanza è necessario che il livello di attività del sistema nervoso simpatico sia equilibrato perché le donne vengano eccitate, e perciò la paura, il panico, la minaccia ostacolano spesso la responsività sessuale femminile.”

Mi sono consolata per la mia reazione, seppur silente, leggendo le parole della scrittrice Naomi Wolf la quale racconta – dopo aver subito uno scherzo di cattivo gusto sulle “fichine” – di non essere più stata capace di scrivere una sola riga del suo libro per sei mesi, e nemmeno di prendere appunti durante le ricerche.

La creatività femminile così come l’abbandono e l’eccitazione necessitano di rilassamento.

“Pochissimi uomini, nella nostra cultura, acquisiscono la capacità di leggere con attenzione i livelli di “attivazione” femminili. E tuttavia, se le reazioni del suo sistema nervoso autonomo vengono ignorate, la donna può  avere rapporti sessuali e perfino l’orgasmo, ma non è detto che si senta liberata, trasportata, realizzata o innamorata, perché soltanto una parte superficiale  della sua capacità di rispondere è stata coinvolta”.

Un uomo che non comprenda profondamente la sessualità femminile e la connessione cervello-vagina continuerà – non fa differenza che sia un muratore piuttosto che un ingegnere o un artista – a vedere “gnocche” laddove invece vivono giardini profumati e regine.

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